Forza.

Non riesco a mettere insieme tre parole e formare una frase di senso compiuto. Scrivo, cancello, riscrivo ma sono sempre insoddisfatta di quello che cerco di dire. Ho perso le parole, cantava Ligabue, ed è vero che le avevo qua un attimo fa, ma poi la vita ti colpisce allo stomaco e a fatica riesci a respirare, figuriamoci a parlare. Io poi, che non sono mai stata una grande fan del raccontarsi, svelarsi e fidarsi. Provo tante cose e ne dimostro nessuna: questo pian piano mi sta consumando, perché vorrei davvero dar retta a quelli che mi continuano a ripetere di buttar fuori tutto ma io proprio non ci riesco. Non so quando, come e perché io abbia pensato che la cosa migliore da fare fosse tenere tutto dentro e nasconderlo bene al mondo. Giusto? Sbagliato? Questo non lo so, so soltanto che non sono in grado di far altro. Provo a scrivere ma ogni parola mi sembra banale, non rappresentativa. Vorrei riuscire a capire come poter affrontare cos'ho dentro. Una cosa, però, la so: sono arrabbiata. Arrabbiata con me stessa, perché non sono in grado di arrabbiarmi con chi mi ferisce o abbandona, con la vita che si ostina a credere io possa continuare ad oltranza a sopportare tutti questi pesi, con chi è andato via dalla mia vita credendomi un treno da cui poter scendere una volta a destinazione, con chi torna convinto che io sia sempre pronta a riaccogliere, con i codardi, gli orgogliosi, con chi sceglie di rinunciare senza lottare, con chi si arrende e non fa che trovare scuse per liberarsi dal peso delle responsabilità. Sono arrabbiata nei confronti di tutto, tutti, ma alla fine con niente; già, perché purtroppo la mia mente è programmata per dimenticare in fretta il dolore e conservare la luce. E non è giusto. Io voglio ricordare chi mi ha ferita, chi mi ha presa in giro, chi ha pronunciato parole di cui non conosceva nemmeno il significato e chi, invece, ha lasciato fosse il silenzio a parlare al posto suo. Vorrei poter dire che non m'importa nulla, vorrei riuscire a lasciarmi scivolare di dosso tutto questo schifo ma non ci riesco. Cerco ogni giorno un modo per sentir meno, per proteggermi di più. E' forse giusto tutto questo? E' forse necessario provare tutto questo? Quando arriverà il mio turno? Non cerco nulla, vorrei soltanto poter riposare e non farlo chiusa a doppia mandata tra le quattro mura della mia stanza per paura che quel riposo sia solo un invito per gli altri a potersi prendere gioco di me. 

Essere forti non è sempre una scelta, un modo d'essere, a volte è l'unica cosa che puoi essere. Ma essere forti non significa essere indistruttibile, cercate di ricordarvene. 

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