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Visualizzazione dei post da ottobre, 2019

Domani.

Casa silenziosa. Casa troppo vuota. Casa buia, illuminata solo dallo schermo del pc che ho sulle gambe. Stesa su un letto troppo grande, i cuscini non bastano a colmare i vuoti ma inutile pensarci, inutile sognare che io qui non sia da sola. Scrivo a memoria dopo essermi tolta gli occhiali di dosso e, ci provo, anche tutta la stanchezza e l'amarezza che porto dentro. Cos'amo della domenica? Niente. Da quando ho iniziato a vivere sola, lontano da casa, i giorni hanno iniziato ad essere tutti uguali: la sveglia presto, le lezioni all'università, gli amici ed i coinquilini, i caffè al bar, gli aperitivi e l'alcool semper fidelis , ma la domenica ha iniziato ad essere anche troppo vuota e silenziosa. Questa domenica mi sono svegliata, se così si può dire dopo una notte in bianco, con il peggiore degli hangover : nausea, dolori, testa in esplosione. Ho cercato di prendere un po' d'aria ma forse sarebbe stato meglio rimanere agonizzante a letto piuttosto che affacciar...

Standby

"Quando decidi di mettere in un ripostiglio il cuore non c'è un momento preciso. Non te ne rendi conto. In realtà ti sembra di essere come al solito, un po' più tranquilla ma comunque la stessa di sempre. Hai appuntamenti, dai baci, ti sembra anche di esserti presa una cotta. Fai quello che tutti si aspettano: fai le tue esperienze, insegui i tuoi obiettivi, cerchi un po' di felicità. E intanto non ti accorgi di esserti persa. Hai smesso di piangere la notte. Hai smesso di leggere. Hai smesso di fare discorsi seri. Hai smesso di dire "dai, vieni qui.. dimmi cosa non va" e hai iniziato a dire "via, tanto ti passa". Tra un po' di buon sesso e tanti giochi e tante parole, tanto amore, scegli di giocare. Perché ti va, dici. Il fatto è che a nessuno va di smettere di sentire. A nessuno. Quindi non lo ammetterai mai, non lo dirai mai alle tue amiche che hai un buco in testa e uno in pancia. Non dirai mai che tocchi gli oggetti ma non li senti. Che abb...

Mi presento: ora parlo io.

Sono le 23:30 quando inizio a scrivere queste righe, non so quanto tempo mi occorrerà per completare il post ma voglio farlo. Quando ero piccola, beh più piccola, ricordo avessi un mio blog personale (forse anche un po' segreto) collegato al buon vecchio msn, poi non so quale fine gli abbiano fatto fare. Lì parlavo, di me e della mia vita, di quello che mi accadeva e di quanto provavo, poi ho smesso. Ho smesso di scrivere lettere, pian piano, ho smesso di appuntarmi pensieri sul pc, ho smesso di scrivere. Ho bisogno di tornare a farlo e spero questo possa essere il mio rifugio, quel luogo in cui poter dire: ora parlo io. Nonostante abbia sempre riflettuto tanto, trattenere i pensieri nella testa fino a farli diventare una gabbia mi ha in qualche modo rovinata, per questo comincio da qui. Sono io, che importa quale sia il mio nome, sono semplicemente io: 25 anni vissuti senz'altro appieno, senza tirarmi indietro davanti a nuove scommesse e senza rinunciare mai ad andare avanti e...